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| PROGETTI ARTISTICO-CULTURALI IN ATTO |
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CIRCOLO DELLE CONVERSAZIONI. 3° INCONTRO |
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“che cos’è il teatro militante?”
Abbiamo ascoltato la presentazione di Giorgio Mennoia, che, descrivendoci quella che è stata la sua esperienza di regista e di “conduttore” di laboratori per teatro nelle periferie, nelle piccole province, nei centri di igiene mentale, nelle carceri, con adolescenti in difficoltà, con persone qualsiasi e con anziani, ci ha descritto l’esperienza del laboratorio teatrale quale chance ed opportunità per aprirsi ad emozioni nuove e per scoprire la verità su se stessi attraverso la finzione.
Eh sì, perché la finzione teatrale passa attraverso un atto di coscienza e di conoscenza di se stessi,per cercare in noi e nella nostra esperienza “il” da rappresentare.
E poi si è cominciato subito con la pratica. Primo passaggio l’emozione e la soggezione.
L’emozione di essere sotto il riflettore ed essere osservati; la soggezione di aspettare che ti venga detto di fare qualcosa.
Secondo passaggio: la “leggerezza”. Fare qualcosa perché si è in un esperimento teatrale e “assecondare” così, la volontà del regista anche se ci chiede di toccarci il naso.
Terzo: la metafora. Descriverci e descrivere chi siamo in due parole; paragonarci ad animali contestualizzandoli.
Quarto: il puro divertimento.
Giocare, giocare con i ruoli e poi approfondire aspetti introspettivi attraverso lo scherzo..
“Partecipare e sentirsi più liberi”
E mentre si gioca ci si sente più liberi e davvero, l’anima si è sentita più leggera.
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